Itinerari

Patti - Villa Romana

Scoperta nel 1973, in seguito ai lavori per la costruzione delle pile di un viadotto dell'autostrada Messina-Palermo trattasi di un insediamento romano, impiantato su un'area di circa 20.000 mq. La Villa Romana di Patti venne realizzata in età imperiale sui resti di costruzioni precedenti, probabilmente risalenti al I-II secolo d.C., delle quali sono visibili alcune strutture murarie e tratti di pavimentazione. I mosaici di particolare interesse presentano delle scene figurate, il cui schema centrale costituito da un medaglione circolare raffigura Bacco che tiene nella sua mano destra il kantharos con un amorino accanto.

Trattasi, di uno dei complessi più vasti di questo genere in Sicilia con molti aspetti in comune con la famosa Villa del Casale di Piazza Armerina e con la Villa del Tellàro, presso Noto.
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Tindari e il suo parco archeologico

Dall'alto di un promontorio roccioso che si affaccia sul Tirreno, nel golfo di Patti, ad una sessantina di chilometri da Messina, dominano i resti di Tyndaris: una delle ultime colonie fondate dai greci in Sicilia nel IV sec.a. C.. 

Voluta da Dionisio I a scopo difensivo, Tindari si trasformò in breve tempo in un centro marittimo strategico nelle lotte espansionistiche tra greci, cartaginesi e poi romani, sotto i quali la città conobbe momenti di grande splendore. Nell'836 d. C. giunsero, infine, gli arabi che la distrussero definitivamente. 

Testimonianze ancora oggi visibili raccontano il passaggio di queste culture attraverso i secoli: il teatro greco (IV sec. a. C.), riadattato dai romani per i loro spettacoli con fiere e gladiatori, occupa una posizione panoramica, così come tutte le architetture di impronta greca che si uniformano in modo esemplare con l'ambiente circostante; il santuario della Madonna Nera (meta di pellegrinaggi) che si erge sull'antica agorà, a precipizio sul mare, con la statua bizantina della Madonna, in legno scuro. 

L'itinerario archeologico può iniziare dopo la visita al santuario, percorrendo la strada che vi si trova di fronte e che conduce all'Antiquarium, un piccolo museo dove si trova gran parte del patrimonio storico-archeologico di Tindari.

Qui sono conservati il plastico del teatro greco, alcuni documenti che raccontano la storia degli scavi, la testa di Augusto e diversi manufatti in ceramica, terracotta e vetro risalenti anche all'età del bronzo.

Di grande fascino sono inoltre le Terme (II sec.d.C.), con pavimenti musivi in bianco e nero, il frigidarium con piscina, il tepidarium in cui risulta una struttura per il riscaldamento, e il calidarium in cui è visibile il mosaico del dio Dioniso con la vite.

Già nel III sec. a. C. Tindari era protetta da una cinta muraria il cui prospetto evidenzia, ancora oggi, la presenza di torri a struttura massiccia.

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Le gole dell'Alcantara

Partendo da Patti s'imbocca lautostrada in direzione Messina, usciti allo svincolo di Falcone in direzione messina dopo circa 6 km nel comune di Terme Vigliatore s'innesta alla ss 113 una strada statale importante, la ss 185 chiamata strada dei due mari perchè unisce i due versanti della provincia di Messina: la riviera tirrenica e la riviera Jonica. ossia il mare Tirreno con il mare Jonio. E' una strada che sale in alta montagna fino a 1.100  mt di altitudine. Superando l'abitato di Novara di Sicilia, si scende fino a quota 330 mt nella verde valle dell'alcantara a centro della quale sorge Francavilla di Sicilia (meritevole di una visita al convento dei cappuccini); proseguendo verso il mare ad appena 3 km si arriva alle Gole dell'alcantara.

A 1.200 metri di altezza sulle pendici dell'Etna scorre, tortuoso e inaccessibile, il fiume Alcantara. Migliaia di anni fa una possente colata lavica, scaturita dal cratere etneo Mojo, invase la vallata ricoprendo il letto del fiume. Raffreddandosi i magmi incandescenti formarono alte pareti di prismi basaltici geometricamente perfetti. Nel corso dei millenni successivi, le gelide e impervie acque del fiume Alcantara erosero la colata lavica disegnando un paesaggio simile ad un canyon, le Gole dell'Alcantara.

L'altezza della roccia contrasta con la larghezza di pochi metri dando un aspetto suggestivo ed irripetibile. Fra le alte e nere pareti laviche si incontrano limpidi laghetti, spumeggianti cascate e piccole spiagge formate dalla erosione. Qui è possibile sostare all'asciutto ed ammirare gli imponenti prismi basaltici che come antiche colonne circondano la zona.

Scendendo dalla sorgente a valle fino alle gole, il paesaggio è in continuo mutamento. Dai boschi della sorgente alla tipica macchia mediterranea con le pale di fichi d'india e i grandi cespugli di euforbia attaccati tenacemente alle rocce. Immerse in questa rigogliosa vegetazione, giunti alla zona delle gole, si scoprono grotte e anfratti a strapiombo sulle acque.

L'escursione alle gole richiede circa un'ora e mezza, il percorso suggerito è impegnativo e complesso, consigliato ad escursionisti esperti e con una buona pratica di nuoto. Fin dall'inizio, infatti, ci si immerge nell'acqua, gelida, fino alla cintola e durante il tragitto sono previsti anche alcuni tratti a nuoto. Indispensabile un costume da bagno ed un paio di scarpe da tennis senza calze.

L'Alcantara è uno dei pochi corsi d'acqua siciliani che consente la pratica del rafting. La discesa, da effettuarsi in canoa, è un'esperienza che consente di conoscere questo fiume nei suoi aspetti più nascosti.

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L'arcipelago delle Eolie

Settemila anni di storia, uniti a rarissime bellezze naturali e a vari aspetti geologici, fanno dell'arcipelago delle Eolie uno dei luoghi più ricchi di attrattive turistiche che l'Europa, e la Sicilia in particolare, ricordi.

Sette isole fuori dal tempo mostrano il fascino dell'esotico e si propongono, grazie alla loro disposizione geografica, come meta ideale per una crociera lontana dagli schemi della mondanità.

Vulcano, Stromboli, Alicudi, Panarea, Filicudi, Lipari e Salina sono le tappe di un viaggio rapido nella "terribile" calma di una natura solinga: da un'isola all'altra è possibile ripercorrere un itinerario leggendario, sognando Eolo. Le Eolie sono creature antiche: collocate nel basso Tirreno, a circa 40 chilometri dalla costa siciliana, sono nate dalle acque del mare nel pleistocene e si sono evolute nel tempo diversificando la loro forma fisica. L'evoluzione è tuttora in corso: nel 1955 è emerso dal mare che circonda Stromboli un nuovo isolotto inabissatosi successivamente; Vulcano è ancora attiva e, insieme a Panarea e Lipari, ci ricorda -attraverso le acque e i fanghi termali- che anche la vita del sottosuolo è in continuo fermento.

Ieri come oggi viaggiatori, scrittori ed esploratori in cerca di avventure si sono ispirati alle Eolie per dare alla luce pagine di grande intensità narrativa: M. Dumas, Houel, G. De Maupassant e numerosi altri artisti hanno esplorato queste sette meraviglie, rapiti dal fascino dell'eterno selvaggio, studiando i modi delle culture con cui venivano in contatto. Ma le Eolie sono anche "Malvasie"; riconosciuti come i migliori vini ambrati di tutta Italia per la loro pienezza armonica, il profumo e la corposità liquorosa, questi vini sono prodotti in tutto l'arcipelago ma raggiungono una ragguardevole estensione soprattutto a Salina.

Visite consigliate: il centro storico di Lipari, il museo archeologico, le vicine isole di Vulcano, Salina, Panarea, Stromboli.

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